

Manuela Mazzi |
|
Scrittrice |
|
Home page |
|
Chi è? |
|
Bibliografia |
|
I libri |
|
Eventi |
|
Premi |
|
Recensioni |
|
Download fotogallery |
|
Blog |
|
Link amici |
|
Contatti |

|
Di Piero Selva
«Sulla copertina del libro è stampata, come un timbro di garanzia, la frase «Reportage narrativo». E infatti «Un Gigolo in doppiopetto» è esattamente definibile con quella formula. La vicenda narrata è vera, solo i nomi, per ovvie ragioni, sono stati modificati, come Max, il Gigolo che racconta gli anni in cui esercitava la sua «professione» a Lugano e dintorni. La sua storia nasce da un’intervista apparsa sul quotidiano italiano «Il Giornale», firmata da Manuela mazzi, giornalista e scrittrice, che poi ha narrato nei particolari le avventure di Max nel libro che qui presentiamo. Innanzitutto, Gigolo non si nasce, lo si diventa pian piano, per poi finire in una trappola deprimente e anche pericolosa, come appunto è capitato al nostro protagonista. Max è un giovane che abita e lavora a Lugano. È carino, intelligente, con una buona cultura ed è assolutamente «normale». Niente vizi strani, niente devianze o misteri nella sua vita. Ma il Diavolo, o meglio una Diavolessa, gli si presenta sotto forma di una bellissima donna che lo fa innamorare. Gianna è abile, intrigante, eroticamente irresistibile e gli apre le porte del «bel mondo». Poi però gli fa capire che potrebbe guadagnare un bel po’ di franchi e iniziare una vita molto brillante facendo l’accompagnatore di ricche signore della società bene lombarda e del Canton Ticino. Niente di particolarmente scandaloso. Deve solo fare da «cavaliere», scortarle quando fanno shopping, a cena, in qualche piccola gita, niente di più né di meno. Questo è solo l’inizio. Il passo successivo è trasformarsi in un vero Gigolo e portare a letto quelle signore, già un po’ avanti negli anni ma desiderose di emozioni un po’ più forti dello shopping in via Nassa. Max si trova così all’interno di un’efficientissima agenzia di accompagnatori di signore con molti soldi e molte fantasie. Per stare al ritmo delle richieste delle «clienti» incomincia anche ad aiutarsi con la coca, fornita in abbondanza e gratuitamente, dall’agenzia. È l’inizio del degrado e dei problemi, fisici e psicologici, con l’intollerabile scoperta dell’abbrutimento della sua vita. Max, come abbiamo detto, è in fondo una persona sensibile, moralmente ancora reattiva e proprio per queste ragioni ha la forza di ribellarsi. Ma non è così semplice. L’agenzia, Gianna, sempre più Diavolessa e altri sconosciuti lo ricattano e lo minacciano perché non vogliono perdere un elemento così…prezioso e anche perché temono sue eventuali rivelazioni». (…)
Max ce la farà a tagliare i ponti con la coca e con i «cattivi»? |







