Manuela Mazzi

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E' una storia vera. La storia di un ragazzo come tanti, impiegato di giorno e gigolo di notte. Un giovane uomo con i suoi sogni, con i suoi desideri, ma, soprattutto con le sue paure e i suoi dubbi. "Un gigolo in doppiopetto", il terzo romanzo di Manuela Mazzi, racconta tutto questo. La scrittrice, giornalista svizzera, parte dalla fine.
Da quando il giovane protagonista, Max, decide di lasciare quel particolare mondo e di riappropriarsi della sua vita. Perché, da quel momento, ha preso coscienza di una cosa: che la sua vita e il suo corpo non gli appartengono più.
Lui
è diventato solamente un oggetto nelle mani della titolare dell'agenzia di accompagnatori per cui lavora.
Comincia così il racconto di come è entrato nel giro. Ad introdurlo è stata una donna molto più grande di lui, Gianna. La conosce ad una festa, alla quale è stato invitato da un suo collega. E' affascinante e Max ne rimane estasiato al punto da iniziare con lei una relazione. Gianna gli presenta un'amica, Patty. Poco dopo, Patty lo invita ad iniziare un lavoro extra: accompagnare signore della Milano bene a fare compere e mangiare qualcosa.
Il guadagno è ottimo, non
è un impiego massacrante. Lui si diverte. Fino a quando gli viene proposto il salto di qualità: fare sesso con le clienti a paga doppia. Accetta ed è la sua fine. Comincia a drogarsi e a non rispettarsi più. A salvarlo è il ritorno del suo grande amore, Clarissa. E' per lei che trova il coraggio di cambiare vita, di chiedere aiuto ad un vecchio amico. Smette di far uso di cocaina, di diventare scontroso con le clienti. L'agenzia lo minaccia, non può uscire dal giro. Alla fine ce la fa. Abbandona tutto, torna alla normalità, alla sua vita di sempre. Ma le minacce continuano. Dopo due anni può dirsi fuori dal giro. Con una dignità diversa, con l'orgoglio rovinato.
E con la volontà di non rifare più gli stessi errori. Un romanzo crudo, con passi difficili. Un'inchiesta giornalistica trasformata in confessione. Molto belle le descrizioni degli stati d'animo, dei passaggi interiori durante le varie fasi della vicenda, dall'euforia per i guadagni facili fino alla disperazione più nera. Un libro da leggere tutto d'un fiato che descrive un mondo diverso, quasi parallelo, in cui l'unico Dio è il denaro. Con il quale
si può comprare ogni cosa: anche la vita e la dignità di un uomo di 26 anni, bello e con un avvenire davanti.

Lucia Pippi